Persidera si aggiudica fino al 2032 la ritrasmissione della CTV (Tv di stato Vaticana)

Persidera si aggiudica il bando di gara per la selezione di un operatore di rete che metta a disposizione dello Stato Città del Vaticano un canale televisivo per 4Mbit sul mux Timb2 (UHF55).

Per dar seguito agli impegni presi tra l’Italia e la Santa Sede in materia di radiodiffusione televisiva e sonora nell’Accordo del 14 e 15 giugno 2010, il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato avvio alla procedura di gara per la selezione di un operatore di rete, gia’ titolare di diritto d’uso, che metta a disposizione dello Stato Vaticano, fino al 2032, una capacita’ trasmissiva pari a 4 M/bits su un multiplex televisivo, preferibilmente isocanale, con copertura del territorio nazionale e che raggiunga almeno il 70 per cento della popolazione.

Avviso di aggiudicazione definitiva

Con determina direttoriale DGSCERP del 23 giugno 2016 è stato aggiudicato alla società PERSIDERA SpA la procedura di gara per la selezione di un operatore di rete, titolare di diritto d’uso, che metta a disposizione dello Stato città del Vaticano, fino al 2032, un canale televisivo con capacità trasmissiva pari a 4 M/bits su un multiplex televisivo preferibilmente isocanale e copertura pari ad almeno il 70% del territorio nazionale.

Fonte :  sviluppoeconomico.gov.it

Ritorna La3

Con una mossa a sorpresa , torna La3 sulla propria LCN134 ; già nei mesi scorsi l’emittente sembrava intenzionata a tornare in tutto il territorio nazionale non  sul proprio mux ma per mezzo di mux Regionali (per la Calabria erano già iniziati i contatti con un noto operatore regionale) ma un improvviso cambio di rotta , dovuto alla vendita della LCN 164 di LaTV a D’Anna Gioielli  ed ad un seguente accordo tra LaTV e La3 per lo scambio di alcuni contenuti  , ha portato La3 ad usare lo spazio usato prima da LaTV sul mux nazionale ReteA2 (UHF42) .
Al momento la programmazione di La3 è usufruibile dalle LCN 164 (che verrà presto abbandonata) e 134.
La3 - 25 giugno - 13.42.07 LaTV - 25 giugno - 13.42.12

Cambio di Aspect Ratio di RadioCapri TelevisiON (LCN66) che passa dal 4/3 al 16/9 con conseguente cambio di risoluzione da 544×576 a 720×576 . Ciò sembra dovuto alle future sorti del canale che abbandonerà l’attuale programmazione per diventare One Talent TV  per tutto l’arco dell’intera giornata.
RadioCapriTelevisiON - 25 giugno - 14.24.34

Brevi interruzioni nei giorni scorsi per il segnale del mux VideoCalabria (UHF28) da M.Contessa (CZ) e per Ten da M.Poro ripristinati nella giornata del 24/06/2016 nell’arco temporale di meno di un’ora.

Dalla Postazione di Vibo Valentia nel territorio di Stefanaconi ed interessata dal sequestro dei giorni scorsi , sembrano al momento attivi i mux Mediaset e LaC (UHF33) , mentre risulta spento il mux Telespazio TV1 sul 51 UHF.

Nel mux canale Italia 2 (UHF59) Fab Sport (LCN155), prende il posto di DTV e Fab News (LCN143) prende il posto di Canale Italia spostato alla LCN281.
Su Fab News inserita la programmazione di Radio Radio TV.

Inserito infine il Canale Italia 154 con medesima LCN mentre Canale Italia 6 si sposta dalla 152 alla 279.

Voci insistenti danno come sicura la rimozione in chiaro di Mtv Music (LCN67 – Mux Timb3 UHF48) , per continuare solo in pay sulla piattaforma satellitare a pagamento Sky . Al Suo posto dovrebbe arrivare un altro marchio Viacom sconosciuto però in Italia , VH1.
MTV MUSIC - 25 giugno - 17.07.18

Cairo vuole il canale 20 del digitale terrestre

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Urbano Cairo ha tre obiettivi per le sue attività televisive nel progetto di fusione con Rcs: l’acquisto del canale 20 del digitale terrestre (LCN messo in vendita da ReteCapri), l’acquisto di nuovi diritti tv e il lancio di due canali.

Nel progetto per Rizzoli, Cairo Communication prevede nell’arco di piano 2017-2018 investimenti complessivi per 94- 104 milioni, dai quali 50-60 milioni per Rcs e i restanti 44 milioni per la Cairo Communication. Di questi ultimi, la metà (22 milioni) sarà destinata allo sviluppo delle attività televisive. Nello specifico 15 milioni saranno investiti per l’acquisto di diritti televisivi e gli altri 7 milioni per l’acquisto di un «primario canale LCN» del digitale terrestre.

Secondo MF – Milano Finanza, nel mirino ci sarebbe il canale 20, ossia ReteCapri, l’emittente del gruppo di Costantino Federico finito in liquidazione. Tra l’altro per rafforzare l’offerta tv e contrastare Sky Italia e Discovery, Cairo, che può contare anche sulla proprietà di un multiplex che sta per entrare definitivamente a regime, vuole lanciare due nuovi canali, il primo nella seconda metà del prossimo anno e il secondo a inizio 2018.

Cairo Editore pensa poi al lancio di nuove testate periodiche. Ma il gruppo, sempre se la fusione con Rcs andrà in porto, andrà a razionalizzare i costi industriali e avviare sinergie tra Rizzoli e Cairo Communication, soprattutto in ambito pubblicitario, di distribuzione e di centri-stampa. Il gruppo di Urbano Cairo poi punterà a rafforzare le piattaforme tecnologiche, acquisendo start-up, a creare una piattaforma pan-europea per la gestione dei contenuti sportivi (calcio e ciclismo in particolare) sulla falsariga di quanto avviene in Francia con il Tour de France, ad ampliare l’offerta di contenuti in Italia e in Spagna, anche online, con nuovi progetti verticali (motori, immobiliare, salute, lavoro, lettura, cibo, cucina, arredo e design), oltre che a rilanciare e rivisitare i periodici in portafoglio. Inoltre, un altro possibile obiettivo è l’ingresso nel mercato dell’informazione locale o nelle nicchie pubblicitarie (advertising istituzionale e finanziaria).

Fonte: MF – Milano Finanza

DTT. Scripps compra il canale 33: addio definitivo di Agon Channel

Raggiunge una conclusione la vicenda, almeno quella televisiva, di Agon Channel, che ha ufficializzato la vendita dell’autorizzazione connessa al logical channel number 33 a Scripps, gli americani già proprietari di Fine Living, trasmessa su lcn 49.
Termina l’avventura o, per meglio dire, la disavventura di Agon Channel che, dopo oltre un anno di passione, ha venduto la posizione numero 33 del telecomando agli americani di Scripps, già operativi nel nostro paese al logical channel number 49, dove vanno in onda con Fine Living. Termina così, almeno da un punto di vista televisivo, la vicenda dell’emittente albanese per la cifra non da poco, secondo quanto riporta ItaliaOggi, di 10,4 mln di euro (comunque allineata ai parametri di stima dei logical channel number del blocco di riferimento). Per quello che riguarda il gruppo statunitense, il suo nome era già saltato fuori in diverse trattative per l’acquisto di altri lcn negli ultimi mesi e quindi questa scelta imprenditoriale era attesa da tempo nel mercato; unico nodo da sciogliere per Scripps riguarda la somma di 1 mln di euro che, probabilmente, gli americani dovranno corrispondere alla famiglia Sciscione. Il motivo è che questi, dopo lo spegnimento di Agon a novembre, secondo la ricostruzione di Italia Oggi, avevano siglato un contratto triennale con Alphabet, contratto che Becchetti aveva deciso di risolvere dopo solo un mese, in quanto non era d’accordo con l’operazione. Visto il larghissimo anticipo sulla possibilità di risoluzione anticipata, gli Sciscione hanno intentato una causa, tuttora in corso, per ottenere la penale contrattuale (1 mln appunto). Le vicissitudini di Agon Channel erano iniziate lo scorso anno, quando il patron dell’emittente era stato interessato da un mandato di cattura emesso dalle autorità albanesi per presunto riciclaggio con conseguente congelamento dei conti correnti che ha di fatto paralizzato l’attività; la cifra raggiunta rispetta le previsioni di vendita di Becchetti, riportate a metà aprile su questo periodico e che si aggiravano intorno ai 10 mln. Adesso, sarà interessante vedere cosa Scripps riuscirà a costruire con la nuova posizione lcn; c’è chi ritiene che sia plausibile che gli americani decidano di spostare il loro Fine Living dal 49 per poi cederlo a qualcun altro, ma è anche probabile (forse di più) che decidano di inserire una seconda emittente nel bouquet digitale. (E.V. per NL)

Auditel Maggio 2016 , VideoCalabria supera la soglia dei centomila

Come di consueto commentiamo i dati Auditel delle emittenti Calabresi per il mese di Maggio 2016.

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VideoCalabria (LCN13) con 106.291 (+14878) (contatti medi totali) e 2384 (-132) di ascolti medi totali (persone che rimangono per più di 15 minuti sul canale nell’arco del periodo) come il mese precedente  perde qualche punto in ascolti a favore di un netto guadagno nei contatti medi rispetto al mese scorso ;seconda tra le 07 e le 09 , prima in contatti e seconda in ascolti nelle fasce 09-12 , 18.30-20.30, 20.30-22.30, e prima nelle fasce  12-15 , 15-18 e 22.30-02 .
Calabria TV (LCN15) con 67.048 (+4359) contatti medi e 1.299 (-678), riprende il secondo posto migliorando in contatti pur avendo qualche perdita in ascolti medi ;  primeggia nella fascia oraria  07-09 ed in ascolti in quella 09-12 dove  registra un considerevole vantaggio rispetto alla concorrenza , seconda in ascolti nella 12-15 , , seconda in quella 15-18 , seconda in contatti e prima in ascolti in quella 18-20.30, terza nella fascia 20.30-22.30 , terza in contatti e seconda in ascolti nella fascia 22.30-02.
Chiude il podio Telespazio TV con  64.310 (+1002) contatti  e 766 (+297) ascolti medi   ,  con buoni risultati nella fascia 12-15 (seconda in contatti) e prima in ascolti in quella del prime time 20.30-22.30.
Sempre  quarta Teleuropa con 36923  (-4483) contatti medi e  471 (-54) ascolti medi ; registra buoni dati nella fascia 07-09 (terza) ,12-15(terza in contatti e quarta in ascolti) ,15-18 (terza), 18-20.30 (terza contatti /quarta ascolti).
Continua il buon momento per LaC  che con 36378  contatti medi (+5456) e 192 in ascolti medi (-206) recupera in contatti e si avvicina a Ten pur perdendo qualcosa in ascolti; buoni risultati nelle fasce 07-09 , 12-15,18.30-20.30 e 20.30-22.30.
Sale al sesto posto RTI  , 25390 (+3354) contatti  e 192 in ascolti (+108). buoni risultati in ascolti nelle fasce 18.30-20.30 e 20.30-22.30
Scende alla settima piazza Esperia TV ,che con 22817 (-5419)  e  medi 113 (-5) perde in contatti ma rimane pressoché invariata in ascolti , segno di fidelizzazione di molti utenti all’emittente nelle fasce 20.30-22.30 e 22.30-02 .
Ottava piazza per MiSposo TV  ,che totalizza 18.189  (-140) in contatti medi  e 41 (-35) in ascolti medi.

Classifica contatti Medi
1) VideoCalabria 106291
2) CalabriaTv 67048
3) Telespazio TV 65312
4) Teleuropa 36923
5) La C  36378
6) RTI  25390
7) Esperia TV  22871
8) Mi Sposo TV 18189

Classifica ascolti Medi
1) VideoCalabria  2384
2) CalabriaTV  1299
3) Telespazio TV  766
4) Teleuropa 471
5) La C 192
5) RTI 192
7) Esperia TV 113
8) Mi Sposo TV   41

Si ringrazia  il Direttore Editoriale di Esperia TV , Salvatore Audia , per i dati forniti.

Sequestrati 4 ripetitori radiotelevisivi a Vibo Valentia

Sigilli per violazioni in materia ambientale e sicurezza lavoro

(ANSA) – VIBO VALENTIA, 21 GIU – Quattro ripetitori radiotelevisivi sono stati sequestrati a Vibo Valentia dalla sezione Ambiente e territorio e dal Corpo forestale di stanza alla Procura della Repubblica. Il sequestro è stato disposto a seguito dell’accertamento violazioni in materia ambientale, elettrosmog, e di sicurezza del lavoro. I ripetitori appartengono a Mediaset (uno), ad Antenna Sud (uno) e Tower Tel (due). Per il secondo esiste un’ordinanza di demolizione disposta dal Comune di Stefanaconi mentre per gli altri c’è una richiesta di condono. Secondo quanto riferito, l’Arpacal ha più volte rilevato come le emissioni di di onde elettromagnetiche fossero quasi il doppio rispetto ai limiti consentiti per legge.
A dare un impulso alle indagini sono state anche le numerose denunce di un comitato civico che da anni sta conducendo una battaglia in tale senso. Adesso gli investigatori disporranno lo spegnimento del segnale e bisognerà capire se vi saranno ripercussioni sulla ricezione dei canali.

Digitale terrestre anche online: l’industria apre alla svolta Tv

NEW MEDIA

Pubblicata l’ultima edizione dell’Hd Book 4.0, il volume di riferimento per i produttori di apparati televisivi. La grande novità: i nuovi apparecchi saranno in grado di trasmettere su fibra anche i canali in digitale terrestre

di Andrea Frollà
Via libera alla diffusione di canali televisivi lineari su protocollo Ip, come se fossero tradizionali canali broadcast. È questa la principale novità contenuta nell’Hd Book 4.0, appena pubblicato da Hd Forum Italia. Il volume specialistico, che si rivolge ai produttori italiani di tv, detta le specifiche tecniche di cui dovranno essere dotati gli apparati immessi sul mercato, aprendo le porte ad una nuova era per il mondo televisivo con una raccomandazione importante.

Concretamente, l’apertura al protocollo Ip dei futuri televisori permetterà di ricevere via Internet anche i canali trasmessi in digitale terrestre. Possibilità che ad esempio oggi sono precluse ad una Smart Tv connessa a Internet ma non all’antenna tradizionale. Si va dunque verso modelli di apparecchiature ibridi, con una forte accelerazione verso la televisione via Internet. Il tutto sia in modalità free sia pay.

La soluzione, di carattere sperimentale, richiederà la definizione di un nuovo quadro regolamentare per attuarne l’implementazione. Tuttavia- spiega HD Forum Italia – potrebbe offrire una via d’uscita alle problematiche di affollamento dello spettro, supportando istituzioni e broadcaster a compensare il taglio di frequenze televisive in arrivo sul versante della banda 700 MHz.

Un’altra novità riguarda l’adozione della tecnologia HbbTv versione 2.0.1, basata su Html5, come unico standard per i servizi televisivi interattivi forniti dai broadcaster su Smart TV e set-top-box. HbbTv sostituirà lo standard Mhp, introdotto in Italia a partire dal 2004 per la realizzazione di app comunemente utilizzate dagli utenti per la fruizione televisiva interattiva in modalità non lineare. I primi terminali con a bordo la nuova tecnologia, che costituisce non solo uno standard aperto, ma anche condiviso a livello europeo e integrato con il linguaggio Web, arriveranno sul mercato prevedibilmente nel corso del 2017.

Per Benito Manlio Mari, Presidente di Hd Forum Italia, “HD Book 4.0 costituisce un tassello fondamentale nella ricerca di specifiche tecniche e regole condivise oltre i confini nazionali. Questo è l’obiettivo di Hd Forum Italia che fin dalla sua nascita, nel 2006, si è sempre impegnata per uno sviluppo armonico del sistema televisivo. Ora siamo ansiosi di promuovere la fase di attuazione dei primi servizi proprio per favorire nuove opportunità di crescita per il mercato Italiano ed Europeo”.

Frequenze 700Mhz, Anitec: “Transizione veloce per il bene del 5G”

L’Associazione prende posizione sul dibattito switch-off: “La riassegnazione alle telco deve avvenire in una data più prossima possibile al 2020”. Serve che l’Italia si allinei alle logiche europee per evitare “gravi ripercussioni sulla nostra economia”

di Andrea Frollà
“La transizione verso le 700Mhz deve avvenire in una data più prossima possibile al 2020”. È questa la convinzione di Anitec, che in un position paper ribadisce il proprio giudizio sul dibattito relativo allo switch-off delle frequenze 700Mhz da tv a telefonia mobile e non solo. Per colmare il gap con i maggiori paesi europei e mondiali in termini di diffusione digitale, spiega l’Associazione che rappresenta le aziende fornitrici di servizi e tecnologia della filiera ICT, è necessario perseguire “una logica di la quarta rivoluzione industriale, legata all’adozione delle tecnologie digitali nelle imprese di tutti i settori produttivi, e IoT, l’interconnessione degli oggetti attraverso la rete e la gestione intelligente dei dati scambiati”. Due ambiti di sviluppo strettamente collegati alla disponibilità futura delle reti 5G, in grado di sostenere al crescente domanda di traffico dati e del numero di dispositivi connessi.

“La proposta UE di allocare entro il 2020 ai servizi di telecomunicazione wireless la banda 700MHz, attualmente dedicata alla trasmissione dei servizi radiotelevisivi, è volta a favorire il progresso tecnologico e la competitività dell’Europa nell’economia globale”, sottolinea Anitec ricordando come Francia e Germania abbiano già accolto con favore questa proposta attuando strategie nazionali coerenti con l’obiettivo temporale 2020.

“È quanto mai necessario che anche l’Italia si allinei il più possibile alle stesse logiche: non essere tra i primi in Europa nell’adozione delle nuove tecnologie e servizi 5G metterebbe l’Italia in una posizione di ulteriore svantaggio, con gravi ripercussioni sulla nostra economia, sull’efficienza della Pubblica Amministrazione, sulle imprese e sui cittadini”. Anitec spiega poi che “i broadcaster italiani ed il regolatore hanno da tempo indicato gli standard DVB-T2 e HEVC quali presidi tecnologici elettivi per soddisfare, al contempo, le esigenze in termini quantitativi (numero di canali) e l’evoluzione verso la definizione HD e UltraHD”.

Sotto questo punto di vista la tempistica italiana, secondo disposizioni normative più recenti, prevede dal 1° Luglio 2016 la cessione alla distribuzione e dal 1° Gennaio 2017 l’obbligo di vendita al consumatore unicamente di apparati con queste dotazioni di standard. “I produttori di apparecchi riceventi (TV e Decoder) – sottolinea l’Associazione – si sono per tempo adeguati alle scelte del legislatore, sostenendo investimenti aggiuntivi per realizzare una produzione specifica per il mercato italiano”.

Se il passaggio alla tecnologia T2/HEVC è stato individuato dall’Italia come la scelta nazionale verso la quale far evolvere la piattaforma di distribuzione dei servizi televisivi più diffusa, secondo Anitec “cambiare ora paradigma (ad esempio verso il modello francese) significherebbe disconoscere e rimettere in discussione scelte strategiche già attuate, che hanno già mosso investimenti importanti nel settore industriale e rinunciare alle caratteristiche di efficienza e qualità evoluta di cui abbiamo detto”. Il rinnovo del parco installato, si legge nel position paper, “determina un beneficio in termini di qualità più elevata dei contenuti fruibili dagli utenti rispetto alla situazione attuale ed il mantenimento della pluralità di canali oggi garantita dall’attuale bouquet”.

Per Anitec è fondamentale che ogni soluzione sia individuata non solo in un’ottica di crescita del Paese, ma soprattutto “nel rispetto delle scelte di percorso già operate ed in modo contestuale per tutti i comparti interessati”. Il rischio, conclude l’Associazione, è di “non raggiungere gli obiettivi prefissati in termini di diffusione delle soluzioni IoT in ottica Industry 4.0, producendo un ingente ‘costo del non fare’ (dai risvolti anche sociali) legato alla mancata innovazione digitale”.

Giacomelli: “Gli italiani non dovranno cambiare televisore”

Il sottosegretario alle Comunicazioni smentisce le voci secondo cui nel 2020-2022 sarà necessario un apparecchio di nuovissima generazione per continuare a vedere i programmi Tv. “No”, ha risposto in radio a Minoli che gli chiedeva se ci fosse in vista una maxi-sostituzione di apparecchi

Gli italiani dovranno cambiare il televisore? “No”. E’ secca la risposta di Antonello Giacomelli, sottosegretario alle Comunicazioni, ai microfoni di Mix24, il programma radiofonico di Giovanni Minoli su Radio 24. La domanda rivolta dal giornalista riguarda la possibilità, ventilata da più parti, che per poter continuare a vedere la Tv anche dopo il 2020-2022, gli spettatori dovranno essere in possesso di apparecchi super-aggiornati. Vengono così smentite dal governo gli allarmi fin qui alimentati da molti giornali e siti.

L'”allarme” è stato prodotto mettendo in collegamento due eventi che però, nei fatti, non sono collegati. Il primo: secondo la legge 44/2012 dal primo gennaio 2017 in commercio saranno venduti soltanto televisori DVB-T2 e HEVC, che trasmettono cioè secondo standard di generazione superiore agli attuali. Il secondo: nel 2020, massimo 2022, anche l’Italia avrà dovuto liberare le frequenze nella banda 700Mhz per lasciarle alle Tlc che se ne serviranno per rispondere in maniera adeguata alle crescenti richieste di banda larga mobile. In conseguenza a questa “grande manovra” le emittenti dovranno spostarsi su un’altra fascia di frequenze.

Stando all'”allarme”, per attuare il passaggio gli italiani dovranno comprare nuovi apparecchi televisivi. Questo perché, con il refarming della banda 700Mhz le 12 emittenti dovranno traslocare in una banda meno “spaziosa”. Per mantenere lo stesso numero di multiplex i broadcaster dovrebbero adottare due nuove tecnologie di ricezione “salvaspazio”: digitale terrestre di seconda generazione (dall’attuale Dvb-T al Dvb-T2) e nuovo standard di compressione (dall’attuale Mpg2 e Mpeg4 all’“evoluto” Hevc). Dunque: per continuare a vedere il segnale “modificato” gli utenti avrebbero bisogno di apparecchi nuovi: compatibili cioè con DvbT2 e Hevc, quelli appunto che saranno venduti dal gennaio 2017.

In realtà la transizione non avrà necessariamente bisogno di nuovi standard fin da subito: i programmi rimarranno visibili al pubblico anche con televisori non di ultimo grido. Dunque anche gli apparecchi che vengono e verranno venduti fino al 2017 saranno “compatibili”.

Cattaneo spiazza il governo: “Subito la gara per la banda 700 Mhz”

L’Ad di Telecom Italia: “Siamo pronti anche se la data fosse prima del 2020”. Se il governo ha bisogno di soldi “metta subito le frequenze a disposizione degli operatori Tlc: certo anche gli altri devono essere pronti”

di R.C.
Banda 700 Mhz, si cambia scenario. Le Tlc si fanno avanti prenotandosi, contrariamente a quanto successo finora, per la “preziosa” fascia di frequenze necessaria allo sviluppo della banda larga mobile. Meglio: si fa avanti Telecom Italia. “Siamo pronti anche se fosse prima del 2020” ha detto l’Ad Flavio Cattaneo ieri nel corso dell’audizione in Commissione Industria, Commercio e Turismo del Senato. Un messaggio preciso rivolto al governo che proprio ieri ha incassato la benedizione della Ue sulla possibilità di rinviare di due anni (dal 2020 al 2022) la liberazione della fascia di spettro radio dalle emittenti che le occupano per intero. Ma certo quella di mettere all’asta le frequenze (anche se occupate come hanno fatto in Francia) “è una scelta governativa e se il governo ha bisogno di soldi metta subito le frequenze a disposizione degli operatori”. Di suo, Telecom Italia può già contare su una “postazione” nella fascia 700Mhz grazie a Persidera, l’operatore di rete di proprietà al 70% di Telecom e al 30 del gruppo l’Espresso: anche se si tratta di frequenze la cui destinazione d’uso è la Tv.

All’interno dell’azienda, dice Cattaneo, a questo proposito “sono in corso riflessioni”. E certo se Telecom è pronta a mettere le mani alle frequenze anche gli altri operatori Tlc “devono essere pronti“. Un importante cambio di passo nel panorama finora prefigurato: c’era anche il disinteresse delle Tlc italiane alla banda 700 Mhz fra i motivi addotti dall’Italia per chiedere alla Commissione Ue di poter ritardare la liberazione della 700 Mhz: disinteresse delle Tlc a metter mano al portafogli per una nuova gara frequenze dopo quella salatissima per le 800 Mhz. Oltre al disinteresse dei broadcaster, Mediaset e Rai in primis. E alle difficoltà di poter procedere immediatamente alla grande manovra voluta dalla Ue per le “specificità” del mercato italiano sovraffollato da emittenti e ancora molto indietro sul coordinamento internazionale anti-interferenze.

Ieri il Consiglio Ue delle Tlc ha adottato un “approccio generale” sulla proposta di decisione che punta allo sviluppo dei servizi su banda larga. “La banda 700Mhz – dice il Consiglio – che offre alte velocità e copertura estesa, dovrà essere resa disponibile per banda larga mobile entro il 2020. I servizi di broadcasting rimarranno primari nella banda sub-700 Mhz almeno fino al 2030”.

“L’Italia ritiene che le reti di banda ultra larga siano chiave per la comunicazione e l’informazione – ha detto il sottosegretario alle comunicazioni, Antonello Giacomelli, intervenendo a Bruxelles – ma per sviluppare e averle pienamente funzionanti “pensiamo che l’Unione debba promuovere investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture digitali a prova di futuro, perché gli investimenti privati non bastano”. Quanto alla gestione dello spettro delle frequenze, a detta di Giacomelli “poiché parliamo di risorsa limitata, l’unico modo non può che essere un accesso flessibile”. Da qui l’invito italiano affinché “tutti gli Stati collaborino per armonizzare l’uso delle frequenze e aumentare la flessibilità”.

Inoltre il sottosegretario ha specificato che la maxi-licenza assegnata alle Tv – scade nel 2032 – non costituisce un problema: “Il fatto che ci siano contratti che vanno oltre la data del 2020-2022 è pienamente gestibile”.

“L’apertura della banda 700 Mhz alla banda larga mobile è un passo importante verso la messa a disposizione di banda larga per ogni europeo – ha detto Henk Kamp ministro olandese per l’Economia -. Internet veloce non è centrale solo per lo sviluppo economico in Europa, ma anche per la vita quotidiana dei cittadini. Questa e altre misure renderanno accessibile Internet veloce in Europa entro il 2020″.

Osservatorio TV Calabria – Le Tv calabresi ai raggi X ed osservatorio segnali da MontePoro & Vibo

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