RivoluzioneRai . Dal 5 febbraio addio Raisport2 , benvenuta RaiSport+HD

  • Come anticipato da alcuni siti del settore (tra i quali digital-forum) , la Rai cesserà la trasmissione di RaiSport2 (LCN58 – Mux Rai2 UHF30) il 5 febbraio tra le ore 7 e le 8. Questa operazione , oltre a contenere i costi della testata sportiva della televisione di stato , farà in modo che la versione HD di Raisport1 (Mux Rai4 – UHF40) , relegata adesso alla LCN 557 , venga trasferità sulla LCN 57 diventando RaiSport+ HD . Al 58 verrà posto l’attuale Raisport1 (UHF30) che per la maggior parte del tempo trasmetterà in simulcast con RaiSport+HD e cambierà denominazione perdendo l’1 finale .

Nel mux Cairo2 (UHF25) , inserite due copie di La7 e La7d con LCN 107 e 229 ; i cartelli con la stessa LCN , presenti nel mux TIMB3 (UHF48) verranno rimossi il 15 febbraio.

Nel mux ReteA2 (UHF42) la programmazione di AirTV (LCN237) è stata sostituita con quella di Zeta2.

Nel mux Timb2 (uhf55) inserito un cartello del nuovo canale CasaDesignStili con Lcn223( ex Alice Cucina)

Problemi di overflow per Il mux Ten (Uhf39); nessuno dei canali é al momento visibile.

Il reparto tecnico di VideoCalabria (UHF28) riaccende oggi  le postazioni di PietraPennata e M.Scrisi , spente in precedenza per guasto ; sul mux riparte Shopping TV (LCN164) , in precedenza a schermo nero.

Sul mux RTI B (UHF43) , viene rimosso il canale mai partito Telespazio News per far posto a tre copie di Amici di Medjugorie TV con LCN 81 , 824 e 195 ; inserite inoltre 2 copie di RTI (LCN12) con LCN613 e 661,

Nel mux 7Gold Calabria (UHF31),viene inserito con LNC616 il canale 77 in rosa , viene rimosso Radio Italia TV (LCN70) ed inserita la versione HD con LCN570.

RadioJukeBox TV presente nel mux Telespazio TV 1 (UHF34) si sposta sulla LCN87.

Inserito nel Mux Telemia (UHF21) , un clone di Telemia Extra (LCN685) con ID Telemia +2 e LCN219. Nello stesso mux risultano assenti i flussi MPEG di GS News 24 (LCN95) e TeleTebe (LCN293), mentre FimminaTV (LCN634) è al momento a schermo nero.

Permane l’assenza del segnale del mux TeleRadioSperanza (UHF23 – Vibo Valentia)

Matrix TV alla conquista di Calabria e Sicilia , ottenuta LCN76 nelle 2 regioni.

Con una mossa a sorpresa , il gruppo A.D.N. , sempre in movimento ed in continua espansione , ottiene in Calabria e Sicilia la LCN unica ed interregionale 76.

Questa mossa ha fatto si che l’emissione di Matrix TV sia stata separata da Medjugorie TV e diventi autonoma , diventando così il canale Vetrina del Gruppo A.D.N. ; infatti da questo momento nuove idee e nuovi sviluppi vedranno la luce su Matrix TV alla LCN76.

In Sicilia ,grazie alla copertura regionale del mux 7Gold (UHF33) sono visibili Matrix TV alla LCN76 ed alla LCN 299 MiSposo TV .

Amici di Medjugorie TV rimane al momento visibile in Calabria sui mux del gruppo ( Telespazio 1/2 TV (UHF 51 – 53) e Calabria TV (UHF53) , alle LCN 81 , 195 e 824 , dove per altro è presente il nuovo Matrix TV.

L’articolo verrà aggiornato a breve con gli screenshot del nuovo canale.

Addio di La7 a Persidera

Come già noto da tempo , La7 e La7d hanno terminato le proprie trasmissioni sul mux TIMB3 per essere disponibili solo sul mux di appartenenza “Cairo2” (UHF25) insieme ai vari servizi interattivi; cessano di esistere “Cubovision” e “Portale Servizi Telecom”.
Sul Timb3 (UHF48) sono presenti al posto delle ex LCN7 , 29 e 229 un cartello informativo che invita alla ri-sintonizzazione, mentre sulla LCN107 proseguono fino al 15/01 le trasmissioni di La7 con in sovrimpressione un messaggio indicante la data della cessazione delle stesse.

Rimosso dal mux ReteA1 (UHF44) il clone di Nove con LCN509 .
Inserito sul mux Timb2 (UHF60) la versione in alta definizione del canale Discovery  “Nove HD” con LCN509 , mentre viene rimosso dal mux  Top Calcio (LCN62) che rimane sul mux ReteA2.

Nel mux Telemia (UHF21) e nel mux RTC , schermo nero per TeleJonio (LCN73). Inoltre si segnala come non funzionante lo streaming dell’emittente.

Schermo nero anche per Shopping TV (LCN164) nel mux VideoCalabria (UHF28) ; il canale sembra aver cessato le sue trasmissioni sia via Sat che nel resto d’Italia a causa di problemi giudiziari dell’editore.

Spento dal primo gennaio il mux TeleradioSperanza (UHF23) da Vibo Valentia.

Nel mux Telespazio TV 2 (UHF34) , i canali 7Gold (LCN77) e Gold78 (LCN78) hanno effettuato il passaggio al formato 16/9 ; inserito nello stesso mux il canale 165 (LCN165).

Nel mux RTI B (Telereggio UHF43) , inseriti EsseTv (LCN112) e Telespazio TV News (LCN649) momentaneamente senza flusso Mpeg2.

In data 3 gennaio 2017 , blackout di poche ore a causa di lavori Enel per la quasi totalità delle postazioni operanti da M.Poro (VV) ; rimasti attivi i mux Persidera , Mediaset , La3 , Dfree e Video Calabria. Situazione ritornata alla normalità alle 17.00 circa.

Dalla postazione di Capo Spartivento/Pietrapennata , spento il mux 7gold Calabria (UHF31) ; partite sullo stesso mux le trasmissioni del canale “77 in rosa” Joint venture tra 7gold e Lady Channel.

Dal 01/01/2017 in vendita solo tv con T2. Switch-over trasmissioni entro 2022 con principali canali in simulcast

A partire dal 01/01/2017 sul territorio nazionale non possono più essere venduti televisori con le vecchie codifiche DVB-T/MPEG2 o MPEG4.
Ne dà conto Confindustria Radio Tv, ricordando che “i terminali dovranno essere predisposti per la ricezione del nuovo standard DVBT-2/HEVC, digitale terrestre di seconda generazione, che permette un uso più efficiente delle frequenze attraverso una compressione stimata del 30% del segnale”. È quanto previsto “Decreto Milleproroghe 2015”, poi convertito nella Legge 11/2015, che a suo tempo ha fissato al 01/07/2016 (posticipandolo di 18 mesi) l’obbligo di inserire un sintonizzatore DVB-T2 negli apparecchi televisivi e nei decoder per le vendite dai produttori ai distributori al dettaglio (previsto dalla Legge 44/2012). Il decreto ha inoltre esteso, accogliendo le preoccupazioni espresse da Confindustria Radio Televisioni, l’obbligatorietà delle codifiche a tutti i codec compreso lo standard di compressione HEVC, che è quello che si è maggiormente diffuso sul mercato internazionale. L’estensione dell’obbligo ha permesso di: garantire ai consumatori la rapida introduzione di apparecchi atti a ricevere servizi televisivi DVB-T2 con codifica evoluta HEVC; evitare che il territorio italiano diventi un mercato di “risulta” di televisori obsoleti (l’obbligatorietà in altri Paesi, come la Francia è in vigore da molti anni); ma soprattutto scongiurare una doppia migrazione (la prima al DVB-T2 MPEG4 e la seconda al DVB-T2 HEVC), con conseguente necessità di acquisto di nuovi ricevitori a distanza ravvicinata, particolarmente gravosa per gli utenti. Secondo stime CRTV “su circa 48 milioni di ricevitori televisivi nelle abitazioni italiane al marzo 2016 solo il 6% circa era equipaggiato a ricevere il nuovo standard con un tasso di sostituzione tra i 4 e i 6 milioni di pezzi all’anno“. La transizione alla nuova tecnologia è anche obbligata dalla migrazione programmata a livello di Unione Europea della banda 700 MHz alla banda larga mobile prevista entro il 2020-22. In Italia tale banda è occupata per oltre il 60% da operatori di rete nazionali e la restante parte quasi integralmente utilizzata da emittenti locali, con alcuni diritti d’uso in scadenza al 2032. La transazione sarà graduale e fino al 2022 i principali canali saranno trasmessi in simulcast. Tuttavia Confindustria Radio Televisioni in tutte le occasioni istituzionali ha indicato come urga “una programmazione e una comunicazione coordinata del processo di migrazione a tutela degli utenti e delle imprese del settore“. (E.G. per NL)

In fase conclusiva la vendita degli LCN 20, 45 e 55 del gruppo Retecapri?

Forse è la volta buona. Della collocazione sul mercato dei preziosi asset quale fornitore di servizi media audiovisivi nazionale con associati importanti logical channel number (LCN) abbiamo parlato in molte occasioni su queste pagine.
Stavolta, però, potremmo esserci; perlomeno per quanto concerne le numerazioni 45 e 55, che rumors di settore vorrebbero in procinto di accasarsi presso la Sony Pictures Television (l’editrice di Axn, per intenderci). L’accordo potrebbe  essere sottoscritto entro domani, oppure al più tardi entro la prima settimana di gennaio e la cifra, secondo il quotidiano Italia Oggi, che ha confermato la trattativa, si aggirerebbe sui 12 mln di euro per entrambi gli LCN. Più oscura invece la negoziazione per l’importante LCN 20, che vedrebbe impegnato un “importante gruppo televisivo” (Sky? Discovery? Mediaset? Viacom?) pronto a sborsare una somma di 14 mln di euro. Tuttavia, l’alienazione delle autorizzazioni nazionali più importanti, se da una parte risolverebbe molti problemi finanziari alla società titolare, ne precluderebbe lo sviluppo dell’attività editoriale in ambito nazionale, posto che i restanti titoli all’esercizio non risultano collocati in archi o blocchi particolarmente appetibili (fatto salvo il 66). (E.G. per NL)
Fonte : Newslinet

La C – Di nuovo operativa la postazione di Vibo Valentia.

Nella giornata di ieri (29/12/2016) , a causa di problemi occorsi alla postazione di Vibo Castello , si è verificato uno stop alla corretta emissione del mux La C (UHF33 – LCN19) e del segnale che dalla sede di La C alimenta l’emissione del proprio canale  inserito nel mux VideoCalabria .
Seppur rallentati da un iter autorizzativo/burocratico dovuto allo stato di sequestro della postazione , i tecnici incaricati da La C sono intervenuti nel più breve tempo possibile ripristinando dapprima la corretta emissione verso la sede di VideoCalabria ed effettuando i dovuti interventi per il ripristino dell’emissione del proprio mux  contenente anche la versione HD  del canale (LCN519) e  La C News HD (LCN213) , ripristino avvenuto in nottata . Al momento sono in corso test per verificare la corretta emissione del proprio mux sul 33UHF.

ECONOMIA Mediaset, Vivendi al 26%. Pier Silvio Berlusconi ai dirigenti: “Qui siamo e qui rimaniamo”

La famiglia Berlusconi spiega che non intende cedere: ”Io, mio padre e la mia famiglia non arretriamo di un passo. Noi siamo qui e qui rimaniamo”

La famiglia Berlusconi spiega che non intende cedere: ”Io, mio padre e la mia famiglia non arretriamo di un passo. Noi siamo qui e qui rimaniamo”Si fa sempre più dura la battaglia tra Mediaset e Vivendi con il gruppo di Vincent Bolloré che ha annunciato di tenere oltre il 25% del capitale e che l’obiettivo è di arrivare al 30%.  Ma la famiglia Berlusconi spiega che non intende cedere: ”Io, mio padre e la mia famiglia – assicura l’ad di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi nel consueto brindisi natalizio con i dipendenti – non arretriamo di un passo. Noi siamo qui e qui rimaniamo”.  Anche il fondatore, Silvio Berlusconi, ostenta sicurezza e si è detto “sereno” sulla scalata. Dapprima con una battuta: “Vuole che alla mia età ci sia qualcosa che ancora mi preoccupa?”, ha dichiarato. Poi entrando nel merito: “Molti nostri soci – ha aggiunto  – vogliono difendere il principio di italianità del primo gruppo di comunicazioni italiano: per questo motivo sono abbastanza sereno”. Esposto all’AgCom Il Cda di Mediaset, riunitosi nel pomeriggio di ieri, ha deliberato di presentare esposto all’AgCom in cui segnala l’illegittimità della condotta di Vivendi “in violazione della disciplina di settore” e in particolare “dell’art. 43 comma 11 del Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici”, (è l’articolo sulle posizioni dominanti) oltre al “possibile ostacolo alle strategie di sviluppo di Mediaset in ragione del collegamento incrociato con Telecom Italia”. Alfano: molto preoccupato, vicenda riguarda sistema italiano Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, si è detto “molto preoccupato” per le mosse di Vivendi su Mediaset. “Questo è qualcosa che riguarda tutto il sistema italiano, e non solo una società” ha detto Alfano, che parlava in una conferenza tenuta a Parigi con il suo omologo francese Jean-Marc Ayrault.

Tv. Vivendi arriva al 20% di Mediaset: ora potrà entrare nel cda

Un nuovo comunicato stampa telegrafico della francese Vivendi annuncia il raggiungimento di quel 20% del capitale Mediaset che era l’obiettivo annunciato del gruppo solo tre giorni fa; adesso, la media company guidata da Vincent Bolloré, può entrare nel cda del Biscione.
Da Cologno hanno reagito, come già noto, per vie legali, presentando un esposto alla Procura di Milano che ha aperto un’indagine per aggiotaggio a carico di ignoti; nel frattempo, anche l’ex premier Silvio Berlusconi ha fatto sentire la sua, sottolineando che sulla questione “c’è la compattezza più assoluta della mia famiglia su un punto molto preciso: non abbiamo alcuna intenzione di lasciare che qualcuno provi a ridimensionare il nostro ruolo di imprenditori. Per questo abbiamo aumentato la nostra partecipazione e continueremo a farlo nei limiti consentiti dalle leggi”; riguardo all’aumento delle partecipazioni, la situazione è complicata dal fatto che Fininvest, di fatto, ha raggiunto il limite di titoli acquistabili in un anno prima che scatti l’obbligo di Opa ed è quindi bloccata fino ad aprile 2017. Nel frattempo, per Vivendi, il 20% è più che sufficiente per convocare un’assemblea e ottenere una rappresentanza all’interno del cda: per questo pare, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, che gli avvocati del Biscione stiano lavorando alla possibilità di chiedere “a un giudice ordinario un provvedimento d’urgenza per bloccare i diritti di voto in capo a Vincent Bolloré sulla scia della denuncia già presentata”. Alcuni segnali, oltretutto, arrivano dal governo appena insediatosi, attraverso il Ministro allo Sviluppo Economico Carlo Calenda, il quale ha dichiarato che “il governo monitorerà con attenzione l’evolversi della situazione”; vista la precaria posizione dell’esecutivo (che al Senato ha ottenuto una fiducia un po’ risicata con soli 169 voti) la questione potrebbe finire per avere ripercussioni politiche serie, visto che Forza Italia potrebbe fornire un utilissimo supporto con i suoi 50 deputati e 42 senatori, in cambio del supporto a Mediaset. Si parla anche del possibile soccorso di soggetti terzi sul mercato e già iniziano a circolare nomi vicini ai Berlusconi, come la famiglia Doris. In ogni caso, il titolo Mediaset continua a salire, registrando un altro +1% e riflettendo le speculazioni secondo le quali Vivendi tenterà presto di riprendere la scalata, per avvicinarsi il più possibile al 30%, ipotesi che da Parigi rifiutano di commentare. (E.V. per NL)

Osservatorio TV Calabria – Le Tv calabresi ai raggi X ed osservatorio segnali da MontePoro & Vibo

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