Accordi internazionali frequenze TV in vista del 5G per l'Italia

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Accordi internazionali frequenze TV in vista del 5G per l'Italia

Messaggio da sc96 » 15/02/2018, 18:36

Fonte: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/ima ... Grecia.PDF

Con il nuovo coordinamento tra l'Italia e i Paesi confinanti che prevede l'utilizzo della banda UHF 21 - 48 per i servizi del digitale terrestre, adesso anche la Calabria per la quasi totalità del territorio è stata inclusa in una poligonale che la riguarda in un accordo con gli Stati balcanici. Quello interessato in questo caso è la Grecia (in mezzo ci sono anche Slovenia, Croazia, Montenegro e Albania)

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Re: Accordi internazionali frequenze TV in vista del 5G per l'Italia

Messaggio da sc96 » 14/04/2018, 0:43

Fonte: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/ind ... -e-694-mhz

Roadmap, liberazione banda 700 MHz

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/ima ... 00-rev.pdf

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/ima ... v-2018.pdf

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Per quanto riguarda la Calabria:

1) Aree geografiche:
AREA 3 - Province di Cosenza e Crotone
AREA 4 - Province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro

2) Aree geografiche ristrette:
AREA Ristretta 3 - Province di Cosenza, Crotone
AREA Ristretta 4 - Province di Catanzaro, Reggio Calabria


3) Calendario per lo svolgimento delle attività di cui alle lettere b), c) e d) del comma 1032 dell’art. 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205

1 gennaio 2021 – 30 giugno 2021:
Area 4 - Province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro

Area Ristretta 4 - Province di Catanzaro, Reggio Calabria


1 settembre 2021 – 31 dicembre 2021:
Area 3 - Cosenza, Crotone


4) Frequenze pianificate dal PNAF 2018 per i soggetti di cui al comma 1033 dell’art. 1 della legge n. 205 del 27 dicembre 2017 e per il multiplex in banda III VHF contenente l'informazione regionale da parte del concessionario del servizio pubblico e per la trasmissione di programmi in ambito locale

Frequenze:

24 - Province di Reggio Calabria, Vibo Valentia e Catanzaro

32 - Province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria

37 - Province di Cosenza,* Crotone,* Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria

42 - Province di Cosenza,* Crotone,* Vibo Valentia, Catanzaro, Reggio Calabria

*Province in cui in base alla coincidenza del calendario di cui alla tabella 3 e tabella 5, il rilascio disposto dall’art. 4, c. 1, lett.d) e assegnazione transitoria di cui all’art. 5, c. 2, non si applica. Sarà effettuato il rilascio di cui all’art. 4, comma 2 e attivazio ne ai sensi dell’art. 5, c. 3.


5) Calendario del presente decreto per lo svolgimento delle attività di cui all’art. 4, comma 2 e art. 5 comma 3 del presente decreto

1 settembre 2021 - 31 dicembre 2021:
Area 3: Cosenza e Crotone

1 gennaio 2022 - 31 marzo 2022:
Area 4 : Province di Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria

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Re: Accordi internazionali frequenze TV in vista del 5G per l'Italia

Messaggio da sc96 » 18/04/2018, 1:18

Fonte: https://www.newslinet.com/dtt-pnaf-2018 ... criticita/

DTT. PNAF 2018 per la liberazione della banda 700 MHz: ecco tutti i dettagli (e le criticità)

PNAF 2018: mux in banda III (che tale in concreto non è) e soluzioni cerottate più facili da teorizzare che a realizzare.
In attesa dell’esito della consultazione pubblica indetta dal Mise ed i cui esiti si conosceranno dopo il 06/05/2018, sottoponiamo a disamina, con la collaborazione di professionisti di Consultmedia, – struttura di competenze a più livelli in ambito radio-tv (collegata a questo periodico) che ha organizzato un team di supporto della clientela per la transizione al T2 – l’assetto che l’etere tv italiano assumerà all’esito della pianificazione di 10 mux nazionali e 3+1 locali (uno RAI, tendenzialmente regionalizzato con obbligo di must carrier per FSMA locali non altrimenti soddisfatti).

Nel merito, secondo il PNAF 2018 tre delle reti nazionali saranno di tipo 1-SFN con frequenze esclusive per l’Italia, sei di tipo 2-SFN, una di tipo 3-SFN. Quelle locali saranno, come spiegheremo nel prosieguo, opportunamente decomponibili in modo da differenziare la programmazione su base territoriale inferiore all’Area Tecnica (A.T.).

Le frequenze esclusive saranno le UHF 26, 30, 36, 38, 40, 46, 47, che formeranno i 7 network provider primari.
I canali 25 (33 in Liguria e Piemonte), 32, 35 e 48 costituiranno invece l’architrave di tre reti nazionali di secondo livello.

Tra i principali criteri di distribuzione delle frequenze troviamo infatti l’utilizzo, per quanto possibile, di identiche frequenze coordinate sulle aree tirrenica, svizzera ed adriatica (oppure sulle aree svizzera e adriatica al fine di pianificare mux nazionali SFN e k-SFN).

Ai provider locali il PNAF 2018 prevede che andranno le frequenze coordinate residue, diverse nelle citate tre aree di coordinamento principali, al fine di favorire la decomponibilità geografica. Infatti, tali frequenze, attraverso il formato T2, daranno l’inusuale possibilità di remuxare i contenuti all’interno dell’A.T. (in funzione della disponibilità di risorse coordinate). “In astratto ciò dovrebbe consentire di sopperire alla necessità di taluni FSMA di operare su aree di dimensioni inferiori rispetto a quelle dell’Area Tecnica interessata dall’assegnazione del diritto d’uso”, osserva Giovanni Madaro, del team di supporto di Consultmedia.

I nodi più controversi, ovviamente, saranno costituiti dai cd. “cerotti”, cioè le frequenze di congiunzione delle reti MFN e k-SFN ed il massimo sfruttamento delle risorse scarse, considerato che “il maggior livello di guardia del T2 rispetto al T1 garantirà un reimpiego delle medesime frequenze“, spiega Massimo Rinaldi, ingegnere di Consultmedia, che sta già operando in proiezione dei bandi per le assegnazione. “La separazione geografica oculata dei canali assegnati all’Italia ed impiegati sia per le reti nazionali che per quelle locali prevista dal PNAF 2018 consentirà di realizzare zone “cuscinetto” di estensione sufficiente per ridurre al minimo le interferenze reciproche – continua Rinaldi -. Certo un compito relativamente semplice a livello teorico, ma decisamente sottoposto ad un gigantesco punto di domanda sul piano pratico, considerata l’assenza di precedenti concreti”.

Altri aspetti critici sono costituiti dalla necessità di liberare anzitempo i canali 50, 51 e 52 e dalla ripartizione delle aree tecniche, per la quale sono da mettere in conto necessità di ulteriori diversificazioni di frequenza all’interno delle A.T. dipendenti dai vincoli del coordinamento internazionale.

La roadmap è serrata da gennaio a maggio 2020 e da settembre 2021 a giugno 2022: “Occorre lavorare con la massima solerzia e precisione per evitare la riproposizione dei grandissimi disagi del primo switch-off (quello analogico/digitale) – precisa Rinaldi -. Il problema, manco a dirlo, è soprattutto per i mux che dovranno radicalmente mutare il fulcro dell’irradiazione, per il passaggio dalla banda V alla banda IV o, peggio ancora, dalla UHF alla VHF, visto che in molte aree italiane ormai le antenne in banda III non esistono più oppure molti utenti potrebbero non essere in grado di sostenere un intervento importante da parte degli antennisti, anche considerando gli incentivi governativi”.

“Un aspetto controverso è quello relativo ai criteri di pianificazione del mux RAI VHF III, che tale è solo per definizione, visto che opererà in parte rilevante in UHF. Tale multiplexer dovrà avere una assoluta decomponibilità regionale insieme ad una alta copertura e la relativa pianificazione dovrà consentire la massimizzazione del numero di blocchi coordinati da destinare al DAB+”, osserva l’ingegnere di Consultmedia, che aggiunge: “Ciò comporterà l’utilizzo di molte risorse radioelettriche, soprattutto in aree difficili dal punto di vista radioelettrico”.

Tale multiplexer, stanti i vincoli delle risorse cd. GE06, dovrà necessariamente essere costituito da reti k-SFN regionali e farà riferimento all’uso esclusivo di siti RAI utilizzando, ove possibile, i canali già in esercizio sui principali trasmettitori per minimizzare i disagi per l’utenza.

La tabella parziale che riportiamo è emblematica della difficoltà di questa transizione.
“A ciò si aggiunga la scarsità delle frequenze residuate dalla destinazione della banda 700 MHz alle telco per il 5G: è vero che il T2 garantirà il raddoppio della capacità trasmissiva (da 20 Mbit/s a 40 Mbit/s), ma la perdita dei canali dal 49 al 60 UHF non sarà compensata, con effetti conseguenti sull’equilibrio conseguito fino ad oggi dal sistema tv del nostro Paese, che necessariamente dovrà trovarne uno nuovo”, interviene Stefano Cionini, name partner di MCL Avvocati Associati, law firm che gestisce l’Area Legale di Consultmedia.

Consultmedia sta realizzando un documento di riepilogo che sarà distribuito a tutti gli assistiti al fine di acquisire un quadro compiuto della questione per consentire agli operatori di definire le strategie nella direzione dei prossimi due anni, che saranno letteralmente infuocati.


La Calabria è compresa per le province di Cosenza e Crotone nell'Area tecnica 14, mentre quelle di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria nell'Area 15

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Accordi internazionali frequenze TV in vista del 5G per l'Italia

Messaggio da sc96 » 29/06/2018, 0:36

Fonte: https://www.newslinet.com/dtt-confermat ... i-vhf-rai/

DTT. Confermata indiscrezione di NL: Agcom ha pubblicato PNAF 2018. Allarme criticità 700 MHz. 4 mux a locali + VHF RAI

Come aveva anticipato questo periodico, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha approvato il nuovo Piano nazionale di assegnazione delle frequenze (PNAF 2018), secondo quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018.
Il Piano prevede 15 nuove reti digitali terrestri in tecnologia DVB-T2, così ripartite: 10 reti nazionali in banda UHF, 4 reti locali in banda UHF e una rete su base regionale in banda III VHF destinata, secondo la normativa vigente, alla trasmissione di programmi televisivi in ambito locale nonché di programmi di servizio pubblico contenenti l’informazione a livello regionale.

L’approvazione del piano si inserisce nel processo disciplinato e scadenzato dalla Legge di
Bilancio che, nel quadriennio 2018-2022, porterà a riassegnare le frequenze della banda 700 MHz, attualmente in uso per il servizio broadcasting, ai sistemi terrestri in grado di fornire servizi di comunicazione elettronica in banda larga senza fili (5G). In questa prospettiva il Consiglio ha ritenuto poi di rivolgere, ai sensi dell’art. 1, comma 6, lettera c), n.1, della legge 31 luglio 1997, n.249, una segnalazione al Governo finalizzata a rappresentare alcuni elementi di criticità connessi all’applicazione delle disposizioni della Legge di Bilancio, emersi nel corso degli approfondimenti istruttori condotti dall’Autorità anche ai fini dell’approvazione del PNAF 2018. Nei prossimi giorni affronteremo una puntuale analisi del Piano.

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Re: Accordi internazionali frequenze TV in vista del 5G per l'Italia

Messaggio da sc96 » 29/06/2018, 0:43

Futuro piano frequenze Calabria:

VHF

5 - Mux RAI 1 (provincia di Catanzaro)

6 - Mux RAI 1 (provincia di Cosenza)

10 - Mux RAI 1 (provincia di Reggio Calabria)

11 - Mux RAI 1 (province di Crotone e Vibo Valentia)


UHF

24 - Mux Locale L1

25 - Mux CAIRO DUE

26 - Mux RAI 3

30 - Mux RAI 2

32 - Mux Locale L2

36 - Mux MEDIASET 2

37 - Mux RAI 1

38 - Mux MEDIASET 3

40 - Mux MEDIASET 1 (?)

42 - Mux Locale L4

44 - Mux Nazionale 4 (?)

46 - Mux TIMB 2 (?)

47 - Mux TIMB 1

48 - Mux TIMB 3

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Messaggio da sc96 » 18/07/2018, 0:25

Uscita la tabella della pianificazione delle frequenze https://www.agcom.it/documents/10179/11 ... ersion=1.2

Per la Calabria resta valido il post scritto sopra

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Accordi internazionali frequenze TV in vista del 5G per l'Italia

Messaggio da sc96 » 12/02/2019, 3:39

Uscita la Delibera Agcom 39/19 https://www.agcom.it/documents/10179/13 ... ersion=1.0

La Calabria adesso è stata inclusa nella stessa Area Tecnica, la numero 16

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N.B. In attesa della classificazione definitiva dei mux nazionali, dove tra l'altro compariranno anche La3, DFree, ReteCapri ed.......Europa 7, ( :x ) ecco un ipotetico elenco:

N 1 = Mediaset 2

N 2 = Mediaset 1 (?)

N 3 = Timb 2 (?)

N 4 = ? (all'asta come mezzo mux)

N 5 = Timb 3

N 6 = Timb 1

N 7 = Rai 3

N 8 = Rai 2

N 9 = Mediaset 3

N 10 = Cairo Due

N 11 = ? (all'asta come mezzo mux)

N 12 = Rai 1 (con versione locale di Rai 3)


Con la seguente pianificazione, in Calabria potrebbe profilarsi una situazione del genere:

VHF

6 - Mux RAI 1 (provincia di Cosenza)

7 - Mux RAI 1 (provincia di Catanzaro e Crotone)

10 - Mux RAI 1 (provincia di Reggio Calabria)


UHF

24 - Mezzo Mux Nazionale 11 (?)

25 - Mux CAIRO DUE

26 - Mux RAI 3

28 - Mux RAI 1 (provincia di Vibo Valentia)

32 - Mux Locale N.1 di 1° livello

34 - Mux Locale N.2 di 2° livello (provincia di Vibo Valentia)

36 - Mux MEDIASET 2

37 - Mux RAI 2

38 - Mux MEDIASET 3

40 - Mux MEDIASET 1 (?)

42 - Mux Locale N.1 di 2° livello (provincia di Catanzaro)

44 - Mux Nazionale 4 (?)

45 - Mux Locale N.3 di 2° livello (provincia di Vibo Valentia)

46 - Mux TIMB 2 (?)

47 - Mux TIMB 1

48 - Mux TIMB 3

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