Altro che DVB-T2 e HEVC: MPEG-H renderà inservibili milioni di TV. E qualcuno lo vuole in Italia

Come l’HEVC è il successore dell’Mpeg4, allo stesso modo l’Mpeg H è l’evoluzione delle codifiche audio attualmente utilizzate. Ha tanti pregi ma un difetto: non è retrocompatibile, cosa che rende inservibili gli attuali TV. Il problema è che qualcuno lo vuole in Italia.

Altro che DVB-T2 e HEVC: MPEG-H renderà inservibili milioni di TV. E qualcuno lo vuole in Italia

di  – 15/01/2018

Come l’HEVC è il successore dell’Mpeg4, allo stesso modo l’Mpeg H è l’evoluzione delle codifiche audio attualmente utilizzate. Ha tanti pregi ma un difetto: non è retrocompatibile, cosa che rende inservibili gli attuali TV. Il problema è che qualcuno lo vuole in Italia

Mentre in Italia si discute di switch off e si fanno i conti di quanti televisori diventeranno “vecchi” nel caso di un passaggio ai nuovi standard trasmissivi DVB-T2 e HEVC un altro standard rischia di rendere questo calcolo ancora più difficile. Si chiama Mpeg-H ed è lo standard di nuova generazione promosso dal Fraunhofer Institute e pensato per le trasmissioni televisive.

L’Mpeg H, rispetto al classico Mpeg Audio o al Dolby Digital, ha una serie di vantaggi non indifferenti: può gestire audio multicanale, può veicolare nello stesso flusso audio diverse lingue e soprattutto è una codifica audio a oggetti moderna e scalabile. Con l’Mpeg H si può scegliere, mentre si guarda una partita, di attivare o disattivare la sola telecronaca, oppure si può cambiare telecronista senza necessariamente cambiare la traccia audio.

Tutto è incapsulato in un solo “flusso”, con un vantaggio per i broadcaster abbastanza rilevante in termini di banda. L’mpeg-h ha però due punti deboli non da poco: il primo è l’assenza di retrocompatibilità, il secondo è il costo, essendo uno standard a licenza. Tutto si traduce nella necessità di nuovi televisori e in prodotti per i quali i produttori devono pagare ulteriori royalties. Ad oggi solo LG e Samsung, con i modelli più recenti, gestiscono flussi mpeg H, e lo fanno perché in Corea questo codec è stato scelto per le trasmissioni 4K e da maggio 2017 viene utilizzato su alcuni canali.

Cosa ha a che fare tutto questo con l’Italia? Nessuno ha mai parlato di Mpeg H per l’Italia eppure a Las Vegas il responsabile del Fraunhofer Institute ci ha detto che stanno lavorando per inserire l’Mpeg H tra gli standard audio nel prossimo UHD Book, il libro di specifiche creato dall’HD Forum Italia per disegnare la TV del futuro in Italia. Fraunhofer, e non è un caso, è uno degli associati all’HD Forum Italia insieme ai produttori e ai broadcaster.

Secondo Fraunhofer l’Italia è il paese perfetto per portare l’audio Mpeg-H nelle case: è previsto uno switch-off nel 2022 e quindi c’è la possibilità di abbracciare nuovi standard, perché tanto, parole di Fraunhofer, con l’HEVC una rottamazione dei vecchi TV è necessaria.

Si spera, ovviamente, che prevalga il buonsenso: sarà anche bello, suonerà anche bene, ma se già HEVC e DVB-T2 causeranno non pochi problemi ai consumatori mpeg-h vorrebbe dire buttar via TV comprate l’anno scorso. Assurdo. E inutile.

Fonte : dday.it

14 Gennaio 2018 , ritorna Deejay TV . Grandi Manovre Persidera

Con la riacquisizione della LCN 69 da parte di Elemedia (gruppo GEDI) è partito ufficialmente il 14 gennaio alle ore 22,  il canale Deejay TV sul mux ReteA1 (UHF44). A differenza del periodo in cui era presente sulla LCN 9 , il canale ha come palinsento una serie di video a rotazione facenti parte della classifica Top30 e include la diretta mattutina con replica serale di Deejay Chiama Italia . L’emissione è unificata con il canale 714 di Sky , dove prima era presente MyDeejay.
Cancellato Canale69 (con un cartello che invitava a risintonizzare per seguire il nuovo DeejayTV) dal mux ReteA2 (UHF42)

Per poter far posto al canale  , i canali radio del gruppo (Radio Deejay , Capital e M2O) sono stati spostati sul mux Timb1 , mentre i 2 Radio Italia SMI (LCN707-770) sono stati spostati sul Timb3 (UHF48).

Dal primo gennaio ha cessato le proprie trasmissioni LeoVegas TV  , al suo posto Canale63 (LCN63 – Mux ReteA1) con una corposa riduzione di banda usata , tipica dei canali a gestione Gold TV. Sul canale rimangono nelle ore serali le trasmissioni di LeoVegas TV .

Ma le manovre non finiscono qui ; infatti i canali Mediatext (Italia Channel LCN123, Mediatext.it LCN166 e Pianeta Tv LCN251) saranno spostati dal mux Timb2(UHF60) (dove sono al momento senza LCN) al mux ReteA2(UHF42) dove sono ora presenti con la propria LCN) . Questo spostamento è dovuto al futuro arrivo di Acqua (LCN65) e Play.Me (LCN68) che approderanno sul mux Nazionale al posto di essere diffusi da mux Locali.
L’emittente radiofonica “Radio Maria” (LCN 789) prossimamente passerà dal Mux ReteA1 (UHF44) al Mux TIMB1 (UHF47).

Nel mux Cairo2 (UHF25) , il canale La7 (LCN7) e La7HD (LCN507) riducono il proprio bitrate totale mentre cessa le proprie trasmissioni La7d HD (LCN529) che diventa una copia di La7d (LCN29)  ; manovre per l’inserimento di un nuovo canale ?

Inserite sul mux B&S (UHF32-57) i canali Reteconomy (LCN260) ed Odeon 24 (LCN177) ; quest’ultimo che fa ritorno in questo mux dopo un periodo passato su mux locali , vengono proposti i programmi di V&M (riedizione di VideoMusic). Al momento il mux è spento dalla postazione di Monte Poro(VV) .

Inserito nel mux Dfree (UHF50) il canale ZeligTV243 che dovrebbe partire a circa metà febbraio ; sul canale presenti promo sui futuri programmi del canale.

Inserite nel mux La3 , oltre R101 che passa da 96Kbit/s a 128Kbit/s , anche altri 2 canali radio Mediaset,  R105 e Virgin Radio (LCN785 e 786) , manca all’appello la sola Radio Subasio  (nelle foto una simulazione di quale potrebbe essere l’LCN) .

Nei mux regionali , da Dicembre i canali Telespazio TV (LCN11) e Calabria TV (LCN15) passano al formato corretto 16/9 nei mux dove i canali sono presenti (Telespazio TV 1 UHF51 – Telespazio TV 2 UHF34 – Calabria TV UHF53 – RTI-B UHF43 – Ex Vivavoce 90 UHF 57) .

Nel mux RTI-B (UHF43) , il canale RTI (LCN12 – 631 ) trasmette molti dei suoi programmi senza logo di stazione.

Nel mux Video Calabria il canale RTV (LCN14-656) aggiunge al proprio logo la dicitura “la televisione positiva” ed il playout interno passa al corretto formato 16/9 , mentre nel mux ReggioTV (UHF45) il canale rimane in 4/3. VideoTouring (LCN655) è da qualche giorno a schermo nero.

Nel mux TeleRadioSperanza (UHF23)  cessa la presenza del canale Telemia (LCN85) che rimane presente nel proprio mux (UHF21) , mentre il canale L’altroCorriere TV (LCN211) passa al corretto formato 16/9 a differenza di quello presente sul mux Telemia (UHF21).

Nel mux Telemia (UHF21) , il canale Telemia+2 (LCN219 – Logo Telemia Extra)  aggiunge il logo CosenzaTV.it.

Nel mux LaC (UHF33) , il canale tv LaC Radio , dove sono presenti video musicali in rotazione ,  continua a trasmettere con il rapporto di aspetto errato (4/3 in luogo di 16/9) e con l’audio sul solo canale sinistro. Al momento non è disponibile alcun sreenshot del canale causa mancata ricezione per segnale basso.

DTT. Ad Elemedia torna la voglia di televisione: dalla prima decina di gennaio di nuovo in onda Dee Jay Tv sul 69

Che la decisione di privarsi dello sbocco sul digitale terrestre cedendo le autorizzazioni con i relativi LCN n. 69 (Radio Capital Tv) e 158 (m2o Tv) non fosse stata particolarmente avveduta (per non dire avventata) era apparsa chiaro da subito ai più.

Diverso il caso dell’alienazione dell’autorizzazione per fornitori di servizi di media audiovisivi (FSMA) con l’LCN 9 di Dee Jay Tv, ceduta a Discovery, considerato che essa sottostava ad un’operazione più complessa ed articolata.
Tuttavia, dopo l’esplosione del fenomeno della visual radio sul DTT avvenuta quest’anno (e che vedrà nel 2018 una spinta propulsiva ancora superiore), il management del comparto radiofonico de L’Espresso non poteva più non rilevare l’importanza del presidio televisivo da parte delle radio.
Di qui la volontà di ricomprarsi (ad un prezzo non distante da quello dell’iniziale vendita, pare) il canale 69 ceduto alla GM Comunicazione di Marco e Giovanni Sciscione, società attivissima sul DTT lato FSMA, di cui proprio ieri abbiamo dato conto dell’acquisizione dell’autorizzazione/LCN 63 di LeoVegas.

Raggiunto da questo periodico, Marco Sciscione ha confermato la definizione del deal in data odierna.
Ad aver fatto prendere ora al gruppo GEDI (l’Espresso) una decisione che era comunque nell’aria da tempo sono stati naturalmente i risultati dell’indagine del Tavolo Editori Radio (TER) che hanno premiato le emittenti massicciamente presenti sul DTT, con RTL e Radio Italia in testa, ma anche le decisioni assunte da RAI, da Radio Vaticana e da molti i player locali di saltare sul carro del digitale televisivo.
La stessa RTL ha indirettamente riconosciuto che la sua declinazione tv pesa per oltre 2 milioni di ascolti (2,5, forse) e quindi, Linus & C hanno dovuto prendere atto che sebbene la radiovisione (quanto a modello) non sia una formula condivisa dal gruppo (e non solo da Linus), la presenza sulla televisione digitale terrestre è imprescindibile, se non altro per compensare la progressiva scomparsa dei ricevitori FM nell’indoor e per far fronte all’esigenza di integrare la componente visiva nella comunicazione radiofonica, uniformandola a quanto già avviene sul web ed in particolare sui social.

Ma, da indiscrezioni raccolte, proprio perché non crede nella radiovisione, Linus affiancherà la tv alla radio, senza sovrapporla; in altri termini il canale 69 trasmetterà sì alcuni programmi in symulcasting con FM/IP/DAB+ (quindi in hybrid radio), ma per il resto della giornata veicolerà contenuti distinti, sotto forma di video musicali con una playlist TOP 40, dopo aver verificato attraverso verifiche interne l’appetibilità di questa formula.
nessuna novità invece per quanto riguarda Radio Capital ed m2o, anche se è altamente probabile un ritorno televisivo anche per tali reti. (M.L. per NL)

Diritti TV: Mediaset si assicura i Mondiali 2018, la Rai si riprende le Olimpiadi Invernali

Mondiali 2018

 

La Rai si riprende le Olimpiadi Invernali e, come era un po’ nelle previsioni, ‘lascia’ a Mediaset la partita dei Mondiali 2018 in Russia. La tv di Piersilvio Berlusconi a sorpresa ha sferrato l’assalto decisivo per trasmettere durante la prossima estate il campionato di calcio per Nazionali più importante al mondo.

Mondiali 2018: colpo di scena di Mediaset. Manca solo l’ufficialità

L’assenza dell’Italia ai prossimi Mondiali in Russia ha, giocoforza, nettamente abbassato l’offerta della Rai. Secondo gli analisti, infatti, un Mondiale senza Azzurrivarrebbe intorno agli 80 milioni di euro, contro i 180 del 2014. E quando il prezzo scende, è possibile che in un mercato di libera concorrenza avanzino ‘minacciose’ altre proposte. E’ così che Mediaset avrebbe – usiamo il condizionale perché manca ancora l’ufficialità – presentato l’offerta migliore (si parla di 78 milioni) e acquisito i diritti per la 21° edizione dei Mondiali di calcio.

Secondo il Giornale manca soltanto il via libera ufficiale dalla Fifa e Mediaset potrà annunciare che tutte le 64 partite che si giocheranno in Russia dal 14 giugno al 15 luglio 2018 saranno visibili in diretta su Canale 5, Italia 1 e Rete 4. Un’operazione che vedrà impegnata in primo piano la redazione di SportMediaset, guidata da Alberto Brandi.

Vedere la Rai senza Mondiali di calcio era uno scenario impensabile fino a qualche settimana fa. Impensabile, d’altronde, era anche immaginare l’assenza dell’Italia in Russia. E questo con ogni probabilità ha nettamente pesato sulla volontà dei vertici di Viale Mazzini di assicurarsi ‘a tutti i costi’ l’evento di calcio più importante del 2018. Non è un caso che Sky, che nelle ultime tre edizioni si era spartita la ‘pagnotta’ con la Rai, si sia questa volta defilata.

Olimpiadi Invernali sulla Rai dopo otto anni

Per una competizione che va, però, ce n’è una che torna. A otto anni di distanza dall’ultima volta (Vancouver 2010), la Rai tornerà a trasmettere le Olimpiadi Invernali, in programma nella contea di PyeongChang, nella Corea del Sud, dal 9 al 25 febbraio 2018. Il CdA, su proposta del direttore generale Mario Orfeo, ha approvato l’accordo con Discovery per l’acquisizione dei diritti in chiaro dei XXIII Giochi che vedranno, in questo caso sì, la presenza dell’Italia in diverse discipline.

“Siamo molto felici per il fatto che la Rai abbia acquisito i diritti a trasmettere le Olimpiadi Invernali, una cosa che integra in modo esemplare e perfetto quanto già offerto con Discovery da Eurosport. Non nascondo che siamo sempre stati sponsor di questa opportunità per mettere in condizione il più possibile di dare visibilità alle discipline invernali, agli sponsor e chi ha investito sui progetti. Ringrazio anche il gruppo Discovery, sono molto molto felice, complimenti a presidente e direttore generale della Rai”,

ha commentato all’Ansa il presidente del Coni Giovanni Malagò. Sempre il CdA Rai, presieduto da Monica Maggioni, ha approvato lo schema negoziale per le Olimpiadi Estive del 2020 in Giappone.

Fonte: davidemaggio

DTT. Anche l’LCN 63 (LeoVegas) agli Sciscione: “Ora abbiamo quattro numeri sequenziali nel blocco 60!”

Quattro numeri consecutivi nel range dei 60. Con l’acquisizione definita ieri sera dell’autorizzazione per fornitori di servizi di media audiovisivi (FMSA) con annesso il logical channel number 63 di Leovegas (ex Winga), la GM Comunicazione srl di Marco e Giovanni Sciscione rafforza la propria posizione del blocco 60 degli LCN, aggiungendo l’importante canale ai già controllati 60, 61 e 62.
Il cedente è la LeoVegas Gaming Limited, una società svedese di gioco on-line dal novembre 2017 presente sul mercato italiano (come LeoVegas.it.) anche con il canale televisivo LeoVegas TV.

La LeoVegas Gaming Ltd, marchio della LeoVegas AB, società per azioni presente nei listini della borsa di Stoccolma e nell’indice Nasdaq, pare così volersi disimpegnare dal DTT per motivazioni che probabilmente saranno rese note nei prossimi giorni.
Ma cosa ci faranno gli Sciscione? “Abbiamo qualche idea, ma non ancora definita, avendo concretato il deal in una sola settimana – commenta Marco Sciscione raggiunto da NL – Devo piuttosto ringraziare Paolo Ballerani, a.d. di Persidera per il contatto e la vicinanza a tutte le operazioni che facciamo“.
(Domanda) Quando scioglierete le riserve sul nuovo progetto?
(Risposta) “Non prima di un paio di mesi, perché fino ad allora veicoleremo ancora alcuni contenuti di Leovegas nelle ore serali”.

Quella del 63 non è l’unica novità che riguarda il blocco 60: entro la prima decina di gennaio partirà un importante canale, o meglio farà il suo ritorno un marchio/palinsesto già diffuso fino a qualche tempo fa sul DTT.
In ogni caso l’operazione conferma il momento di grandissimo interesse per il mercato degli LCN, in particolare nazionali e per numerazioni una volta considerate “alte”.

“Si va verso il superamento della sequenzialità: l’utente ha ormai assimilato la gestione della numerazione post sequenziale, quella che va oltre lo sfruttamento dei tasti +/- del telecomando e tende sempre più a frequentare contenuti d’interesse registrandone la posizione mentalmente”, commenta Massimo Rinaldi, ingegnere di Consultmedia (struttura di competenze a più livelli collegata a questo periodico) che cura la redazione delle perizie di stime degli asset aziendali costituiti appunto dalle autorizzazioni FSMA e dagli LCN annessi.
“Il fattore rilevante è poi che il contenuto di spessore genera un effetto traino per gli adiacenti, aumentandone il valore perché l’utente ha la tendenza a muoversi col +/- in prossimità del canale selezionato”, osserva Rinaldi. (E.G. per NL)